Relazione
1-08-2020. Erano un po’ di anni che non tornavo a percorrere integralmente la meravigliosa cresta che domina dall’alto di mio paese natio. Ambiente selvaggio, poco frequentato soprattutto nella prima parte di questo itinerario, con anche possibilità di incontrare selvatici liberi di correre sulle creste di granito adamellinico che caratterizza questa bella scogliera rocciosa.
Punto di partenza l’arrivo comodo della funivia a Passo Presena a circa 3000m di quota. Discesa comoda e meravigliosa al cospetto dei giganti adamellini fino al Rifugio Mandrone 2400mslm, seguendo i segnavia e le indicazioni presenti in loco. Si risale sempre per una traccia di antico sentiero fino al Passo Pisgana, anche conosciuto come Passo Pisganino 2953 metri di altitudine. Da lì, superato un tratto con filo spinato, si segue la traccia verso destra che conduce in breve fino alla sommità della Punta Pisgana 3107mslm.

In successione, con numerosi sali scendi e sempre seguendo la comoda traccia, a volte esposta, a volte attrezzata, distaccarsi dal sentiero e salire la Punta Segnale, circa 3050mslm. Da lì si scende fino a Passo Payer 2978mslm e si risale la bellissima e ripida, a tratti esposta, ferrata che conduce a Punta Payer 3054mlsm.
Quindi seguendo il Sentiero degli Alpini si raggiunge Passo Lagoscuro 2969mslm, si sale al Corno di Lagoscuro 3164mslm dove è situata la Capanna Faustinelli, in alta stagione custodita. Per il Sentiero dei Fiori si raggiunge Passo Castellaccio 2962mslm. La Punta Castellaccio 3028mslm si raggiunge direttamente attaccando la cresta e seguendo i passaggi più logici (II+, max III). Dalla vetta discesa per traccia con ometti al Passo del Dito 2924mslm e poi a Passo Paradiso 2585mslm per sentiero.
Cavalcata di parecchie ore di cammino, letteralmente a tutta e in praticamente completa solitudine fino a Punta Payer, il resto del percorso è risaputo, quantomeno fino a Passo Castellaccio. Oltre sono pochi quelli che si avventurano…
Itinerario da affrontarsi con la dovuta preparazione fisica ed atletica. La quota sempre a cavallo dei 3000m, tanti sali scendi che spezzano l’andatura, il terreno non sempre agevole, i tratti di ferrata non sempre affidabili e soprattutto l’estrema lunghezza del percorso obbliga a mantenere un ritmo elevato per poter riuscire a completare in tempo l’intera traversata prima della chiusura della cabinovia che dal Passo del Tonale sale a Passo Paradiso.
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