Campanile di Salarno (2830mslm) – Via Giannantonj

Campanile di Salarno (2830mslm) – Via Giannantonj

Dati Tecnici

  • Grado: IV- obbligatorio
  • Lunghezza: 100m
  • Tiri: 4 lunghezze

Itinerario

29-09-19. Ascensione lungo lo spigolo N seguendo l’itinerario aperto nel 1920 dal grande alpinista ed esploratore Arrigo Giannantonj su difficoltà piuttosto disomogee e roccia generalmente buona seppure sporcata dai soliti licheni. Nel complesso il voto che le assegno è più che meritato. Ci tornerò, magari sulla meravigliosa parete est…

Niente a questo mondo saprà sostituire la fotografia. La possibilità di soffermare lo sguardo su ogni singolo dettaglio, di fermarsi e leggere nel disegno della Natura ricordi ed emozioni sono possibilità incredibili. I filmati in montagna sono sì più coinvolgenti, ma hanno il difetto di essere troppo veloci da seguire, non lasciano spazio alle pause. La fotografia queste pause le sa invece offrire. La Valle Adamè è un qualcosa che dovrebbe essere copiato e ripetuto in ogni vallata alpina. Isolamento, impatto dell’uomo sulla Natura pressochè trascurabile, silenzio immacolato, bestie che pascolano libere, senza cancelli o recinti… Il senso di libertà che provo in questo luogo è difficilmente esplicabile sotto forma di testo scritto. È oltretutto complesso anche da immaginare. L’unico modo è vivere. Qual miglior modo se non sulla cima del Campanile di Salarno e lungo la Via Giannantonj?

Campanile-Salarno-Fabio-Sandrini

Relazione

Da Malga Lincino si percorrono le celebri “Scale dell’Adamè” per entrare nella valle omonima, dove si incontra il Rifugio Lissone. La valle Adamè, considerata una delle più suggestive del gruppo Adamellino, prosegue fino al Rifugio Baita Adamè. Da qui, si seguono le indicazioni per il Passo di Poia. Superato il costone, il sentiero devia a destra verso il passo. Abbandonare questa direzione per seguire una serie di ometti sulla sinistra. Attraversando il versante sotto il Campanile, che appare come una guglia rossastra di incredibile fascino, si punta al Passo di Dossaccio, caratterizzato da placche rocciose.

Dal Passo di Dossaccio si raggiunge un canalino di sfasciumi. La risalita avviene preferibilmente sulla sinistra, per sfruttare una roccia più solida ed evitare eventuali tratti innevati, fino a raggiungere la Bocchetta del Campanile, punto d’inizio dell’arrampicata.

La scalata ha inizio con una fessura tra due lame (grado IV-), un tratto inizialmente scomodo, soprattutto con lo zaino, ma che una volta superato conduce a grandi blocchi granitici (II/III). Si prosegue fino alla base di uno spuntone, che va aggirato sulla destra per affrontare una cengia particolarmente esposta sulla parete ovest.

La progressione continua afferrando una lama con i piedi in aderenza (IV-), quindi si percorre la cengia fino a un terrazzo esposto (III). Qui si trova un grosso spuntone per la sosta, oppure due chiodi con cordini poco più in basso a destra.

Dalla sosta, si prosegue a sinistra per un diedro con fessura (IV-, chiodo), sfruttando la lama superiore che conduce allo spigolo del Campanile. Da qui, si ammira la vertiginosa parete est prima di compiere gli ultimi metri su una lama esposta che porta in vetta.

Dalla vetta si raggiunge il punto di sosta con 2-3 chiodi dotati di cordini e maglie rapide. La discesa avviene mediante due calate con una corda da 60 metri: la prima dalla sosta sullo spigolo, la seconda dalla sosta sul terrazzo, atterrando sul versante della Val Salarno a circa dieci metri dal Passo di Dossaccio.

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