Spigolo Vinci – Piz Cengalo (3369mslm)

Spigolo Vinci – Piz Cengalo (3369mslm)

Dati Tecnici

  • Grado: VI+ obbligatorio
  • Lunghezza: 400m
  • Tiri: 13 lunghezze

Itinerario

05-08-22. Definirlo un capolavoro sarebbe riduttivo. Lo Spigolo Vinci della Punta Angela, vetta appena accanto al Piz Cengalo, rappresenta quanto di meglio si possa trovare nel mondo delle creste granitiche nelle Alpi Centrali. Molti lo reputano l’itinerario di arrampicata più spettacolare del Masino Bregaglia ed in effetti l’impatto che si ha già dal fondo valle è superbo. PInnacoli, guglie, pareti, placche e spigoli slanciati e dalle meravigliose forme. Arrampicata di soddisfazione, arrampicata di placca, fessura, diedro… quanto di meglio si possa volere dall’arrampicata su granito lo Spigolo Vinci lo sa offrire. Con Ivan i progetti erano sulla vetta accanto, ma i temporali pomeridiani ci han fatto ripiegare per questa altra scalata.

Che dire? Sempre bello arrampicare in quota in buona compagnia, ma soprattutto in totale solitudine. Nessun’altra cordata davanti o dietro a rompere il meraviglioso silenzio, solamente noi e il granito più bello che io abbia mai solcato il alta montagna.

Parecchi tiri impegnativi dal grado “classico” che però sanno regalare immensa soddisfazione.

Relazione

Dal rifugio Gianetti, prendere il sentiero Roma in direzione del rifugio Allievi puntando verso un isolotto roccioso situato ai piedi della parete Sud-Ovest del Cengalo. Superarlo sulla destra attraverso un facile canalino e continuare su pietraie fino a raggiungere la base di un canalino con un masso incastrato in cima, punto di attacco della via.

Lunghezza 1, IV, 50 metri
Dirigersi verso l’estremità destra del canale, risalendo agevolmente delle balze rocciose (chiodo). Superare un piccolo gradino e portarsi sotto un grande masso incastrato, che va aggirato a sinistra sfruttando un’ampia fessura. La sosta si trova su una piccola forcella lungo la cresta.

Lunghezza 2, IV+, 40 metri
Scalare una placca solida e leggermente concava, quindi scendere alcuni metri fino a un intaglio e fermarsi alla base di un muretto. Sosta scomoda.

Lunghezza 3, IV-, 20 metri
Salire il breve muretto fessurato sulla sinistra, poi proseguire superando pinnacoli e piccoli torrioni, restando preferibilmente sul versante occidentale della cresta. Arrivati a una piccola cengia, sostare su un caratteristico spuntone di roccia allungato, situato alla base di un grosso masso triangolare. La sosta va attrezzata.

Lunghezza 4, IV, 35 metri
Passare a destra del masso triangolare, risalire alcuni gradini rocciosi e superare un breve diedro con un masso incastrato. Proseguire lungo il filo della cresta fino a raggiungere una piccola cengia alla base di un liscio salto di roccia gialla, noto come “Schiena di Mulo”, dove iniziano le difficoltà più marcate.

Lunghezza 5, VI+, V, 50 metri
Tiro chiave. Salire la placca, inizialmente delicata, fino a raggiungere una fessura dai bordi arrotondati e seguirla verticalmente (chiodi). Continuare lungo la fessura aggirando a destra un risalto monolitico, poi proseguire con minori difficoltà fino a un piccolo pulpito (2 cunei di legno). Sosta su chiodo e spuntoni. Il tiro è lungo e impegnativo; la fessura successiva al monolito non presenta chiodi, e i cunei di legno sono deteriorati e inutilizzabili, ma la protezione con friend medi è comunque efficace.

Lunghezza 6, IV+, 50 metri
Traversare verso sinistra con leggera salita, aggirare a destra una fascia di roccia leggermente sporgente e continuare fino alla base di un piccolo diedro (chiodi). Scalare il diedro sulla parete destra, poi scendere per alcuni metri costeggiando la parete e fermarsi su una grande cengia alla base del “Diedro Nero”, una sezione di roccia grigia.

Lunghezza 7, V, VI, 40 metri
Scalare il diedro, inizialmente scivoloso, superare un breve tratto liscio e uscire a destra affrontando atleticamente una serie di magnifiche lame verticali (presenti diversi chiodi). Raggiunta la cresta, la sosta si trova su una cengia comoda.

Lunghezza 8, III, 10 metri
Percorrere facilmente la cresta e scendere in una piccola forcella, dove si trova la sosta alla base di un salto di roccia gialla inciso da una fessura sul lato orientale, conosciuto come il “Salto Giallo”.

Lunghezza 9, V+, V, 25 metri
Scalare lo spigolo, delicato nei primi metri, sfruttando la fessura sulla sinistra (chiodi). Puntare verso un grande fungo di roccia grigia, raggiungerlo e continuare con difficoltà minori fino alla sommità dello spigolo. Proseguire lungo la cresta per qualche metro fino alla base di una parete caratterizzata da lame di roccia grigia, dove si sosta.

Lunghezza 10, IV+, 30 metri
Dalla sosta, traversare a sinistra per circa 3 metri e affrontare la parete. Scalare sulla sinistra una serie di lame e fermarsi alla base del tetto. La sosta è scomoda. Non ci sono chiodi lungo il tiro, ma ci sono buone possibilità di protezione con friend medio-piccoli; attenzione ad alcune lame sottili.

Lunghezza 11, IV, III, 30 metri
Aggirare il tetto sulla destra sfruttando delle grandi lame (chiodo) e proseguire facilmente lungo lame e fessure. Sosta su una piccola cengia.

Lunghezza 12, III, 20 metri
Ultimo tratto della via: salire alcune facili placche fessurate fino a una comoda cengia. La sosta si trova su uno spuntone attrezzato.

Proseguire per pietraia e qualche centinaio di metri fino alla cima del Piz Cengalo. Discesa lungo la via normale.

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